Rottamazione quinquies enti territoriali: online le istruzioni operative

Il 15 ottobre 2026, l’Agenzia delle entrate riscossione ha pubblicato le indicazioni operative per accedere alla rottamazione dei carichi affidati dagli enti territoriali. Si tratta di una serie di istruzioni pratiche di estrema utilità per i cittadini e le cittadine, grazie alle quali potranno fare scelte consapevoli e accedere alle importanti riduzioni delle sanzioni e degli interessi.

In questo articolo

  1. La Rottamazione delle cartelle e i benefici
  2. L’adesione degli enti
  3. Il prospetto informativo
  4. L’adesione alla procedura
  5. Gli effetti dell’adesione
  6. Le riduzioni
  7. Gli strumenti

1. La rottamazione delle cartelle e i benefici

La rottamazione delle cartelle è una modalità ormai conosciuta (siamo arrivati alla quinta), con cui i cittadini, le cittadine e le imprese possono saldare i propri debiti nei confronti dello Stato. Grazie a significative riduzioni e alla possibilità di rateizzazione, consente di estinguere i debiti fiscali in modo sostenibile.

A seguito di recenti interventi normativi, dal 16 ottobre 2026 la rottamazione potrà riguardare anche debiti affidati all’Agenzia delle entrate riscossione dagli enti territoriali, ad esempio dai Comuni e dalle Regioni.

Pensiamo all’imposta Imu (sugli immobili), alla Tari (relativa allo smaltimento dei rifiuti), al bollo (su auto, scooter e moto), ma anche alle eventuali multe per violazioni del codice della strada. Si tratta di un’importante occasione per fare ordine e “pulizia” dei propri debiti.

2. L’adesione degli enti

Non tutti i debiti sono rottamabili. La normativa prevede che ciascun ente (quindi i singoli Comuni e Regioni) abbia “aderito” alla rottamazione. Sono rottamabili solo i debiti verso quegli enti che hanno adottato una specifica delibera per aderire alla rottamazione. Esiste un elenco ufficiale, pubblicato sul sito ufficiale dell’Agenzia entrate riscossione: Elenco enti aderenti

Il primo passo quindi è confrontare la propria situazione debitoria (scaricabile nell’area riservata del sito dell’Agenzia entrate riscossione o richiedibile presso uno degli sportelli territoriali) con questo elenco. In questo modo si potrà verificare se esistono dei debiti verso enti che hanno aderito alla procedura.

3. Il prospetto informativo

Il secondo passo è richiedere il prospetto informativo. Sul sito dell’Agenzia delle entrate riscossione sono indicate le istruzioni operative. Il prospetto si può chiedere sia accedendo all’area riservata sul sito dell’Agenzia, sia tramite un portale “pubblico” dedicato. Il prospetto è il modo per conoscere quali debiti possono rientrare nella rottamazione. Si tratta di un elenco di cartelle che possono essere “definite” e che indica l’importo dovuto in caso di adesione. È un documento fondamentale perché permette di conoscere l’ammontare del debito che si andrà a pagare e verificare concretamente se la rottamazione è sostenibile economicamente.

4. L’adesione alla procedura

L’accesso ai benefici della rottamazione si può ottenere solo presentando un’apposita domanda. Anche in questo caso, l’Agenzia ha previsto sia una procedura tramite l’area riservata sul proprio sito internet, sia un portale in “area pubblica”. Quando si presenta la domanda si “scelgono” quali cartelle (o per meglio dire quali debiti) si vogliono definire (pagare) usufruendo della rottamazione. Una volta presentata la domanda, l’Agenzia delle entrate riscossione comunicherà via e-mail una ricevuta di presentazione.

La domanda va presentata entro il 15 dicembre 2026.

La domanda di adesione alla rottamazione comporta la rinuncia agli eventuali contenziosi pendenti relativi a debiti indicati nella domanda di adesione. Dopo aver presentato la domanda, entro il 28 febbraio 2027, l’Agenzia invia una comunicazione di accoglimento o di diniego. In caso di accoglimento saranno comunicati il debito complessivo e le scadenze dei pagamenti se si è scelto di pagare ratealmente; verranno inoltre trasmessi i moduli per il pagamento. In caso di diniego l’Agenzia comunicherà le relative ragioni.

5. Gli effetti dell’adesione

A seguito della presentazione della domanda di adesione, l’Agenzia delle entrate riscossione non potrà avviare procedure cautelari o esecutive con riguardo ai debiti definibili. Le procedure pendenti si interromperanno, salvo situazioni particolari. Resteranno invece in essere gli eventuali fermi amministrativi e le ipoteche iscritte.

6. Le riduzioni

La rottamazione è un’opportunità perché permette, in alcuni casi, di ridurre significativamente il proprio debito. Il cittadino o la cittadina che aderisce alla rottamazione deve pagare il capitale, il rimborso spese per le procedure esecutive (se ci sono state) e i diritti di notifica. Vengono quindi stralciati sanzioni e interessi. Bisogna prestare attenzione: nel caso di sanzioni amministrative non tributarie (come le multe per le violazioni del codice della strada), la sanzione è il vero debito che si ha verso l’ente, quindi non viene eliminata. La “multa” si paga, vengono esclusi gli interessi di mora, le maggiorazioni e l’aggio. Si tratta di un’importante riduzione che in alcuni casi può permettere un significativo e lecito risparmio.

7. Gli strumenti

Vi riporto alcuni link alle notizie pubblicate dall’Agenzia delle entrate riscossione in relazione al prospetto informativo e all’adesione nonchè alle Faq pubblicate dall’Agenzia utili per orientarsi ed eliminare eventuali dubbi:

Sito Agenzia entrate riscossione: prospetto informativo

Sito Agenzia entrate riscossione: domande di adesione

Sito Agenzia entrate riscossione: FAQ Rottamazione enti territoriali

In caso di situazioni complesse o di dubbi è comunque sempre preferibile rivolgersi a un professionista specializzato che sappia guidarvi nei vari passaggi.

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